Italy
Home page istituzionale ItaliaIstituzionale Italia
  (CEST)
» Cambia paese
» Home Italia
 
 
 

Active Share

Un semplice indicatore delle competenze dei gestori. Il vostro gestore azionario è veramente attivo?

Novembre 2010

Guarda il video
 

I vantaggi della vera gestione attiva

Esiste un parametro che permetta di individuare quali sono i veri gestori attivi e, quindi, fondi con un conseguente buon rendimento? L’information ratio serviva proprio a tale scopo, ma vari studi hanno dimostrato la mancata correlazione tra questo e le performance future del fondo.

Secondo la ricerca svolta da Martijn Cremers e Antti Petajisto della Yale School of Management, recentemente avallata da Morningstar, esiste uno stretto legame tra l’“active share”, cioè la misura dello scostamento delle partecipazioni del fondo rispetto al benchmark, e le performance.

 

Che cosa si intende per Active Share?

A differenza dell’information ratio, che misura esclusivamente le performance per unità di volatilità, l’“active share” di Cremers e Petajisto analizza gli elementi costitutivi del portafoglio per individuare stretti legami tra i profili dei portafogli e le performance future.

I due ricercatori hanno analizzato le performance di 2.740 fondi comuni statunitensi esclusivamente azionari, dal 1990 al 2009. Hanno scoperto che la selezione diversificata dei titoli, nello specifico fondi con quota attiva elevata ma privi di tracking error molto elevato, ha fatto registrare le performance migliori, generando un rendimento annuale medio, corretto in base al benchmark nel periodo compreso tra il 1990 e il 2009, di 120 punti base detratte le spese e i costi.

Al contempo, i fondi con quota attiva ridotta, denominati closet indexer dai ricercatori, hanno fatto osservare una sottoperformance annuale media corretta in base al benchmark di 89 punti base rispetto allo stesso periodo di tempo e su base analoga. È interessante notare che dalla ricerca di Cremers e Petajisto si evince, inoltre, che il turnover del portafoglio si è dimostrato relativamente elevato tra i closet indexer, mentre quelli con selezione diversificata dei titoli hanno registrato un turnover sostanzialmente inferiore.